Caro Adriano

Quella che segue è una lettera di Enrico Galantini ad Adriano Novi Lena al fronte. La guerra è iniziata da pochi mesi. Nella lettera si citano Vittorio e Gino. Si tratta di Vittorio Bianchi e Gino Melani, che assieme a Enrico e Adriano formavano un gruppo ristretto di quattro amici. Bianchi lavorava nel corpo diplomatico. Melani, come dice Enrico nella lettera, partì per la guerra, granatiere, poco dopo Adriano Novi Lena, ma fu colpito a morte quasi subito. In una lettera a Enrico del 17 settembre, Adriano dice di aver ricevuto da lui la notizia della morte di Melani poco prima di tornare da Mestre (dove era stato ricoverato per un problema alla mano) al fronte di Gorizia. Il “prof di calligrafia” è lo stesso Novi Lena il cui primo nome, in realtà era Pietro.


Roma, scritto sullo storico tavolo
con inchiostro attinto al non meno storico calamaio di maiolica
il 1° agosto 1915

Caro Adriano,

grazie delle tue cartoline. Come va la vita? Qua si muore di caldo e di noia. Siamo rimasti soli, Vittorio ed io. Vittorio è in mille faccende affaccendato e quindi si vede poco, e quando viene ha sempre una discreta dose di cattivo umore. Fortuna che ci pensa la Cassa a tenermi occupato con una legione di impiegati straordinari sbarbatelli che mi fanno andare in bestia sette ore su sei. Il mio principale è stato nominato sottotenente di complemento. Vedi che cosa vuol dire coprire alte cariche alla Cassa?

Vittorio Bianchi, Enrico Galantini e Adriano Novi Lena a pranzo a Genzano. La guerra deve essere molto vicina

Domenica ebbi una visita che davvero non m’aspettavo. Indovina un po’? Magliano. Sicuro il sig. Alberto Magliano, attualmente sergente allievo ufficiale in artiglieria da campagna, decorato al valor di marina che attende la nomina a sottotenente di complemento. Era venuto a Roma per vedere se qualche amico generale lo voleva per suo ufficiale di ordinanza tanto per risparmiargli un po’ di fatica al campo. Mi dette parecchie notizie interessanti sugli anni passati in Napoli e specie sulla propaganda d’italianità fatta in Russia. Mi ha detto pure che finalmente s’è rimesso a studiare ed ora ha ottenuto il passaggio al 2° corso della scuola d’applicazione degli ingegneri. Domenica stessa se ne ripartì fresco come una rosa per la bella Partenope.

T’ho prima detto che siamo rimasti soli. Infatti, tu certamente non lo sai, è partito anche Gino per il fronte. Per tua norma il suo indirizzo è questo: 1° Reggimento Granatieri – 13ª Divisione – VII Corpo d’Armata – Zona di guerra. Chessa è stato finalmente nominato sottotenente nella Milizia territoriale e da qualche giorno a questa parte si mangia un austriaco a colazione e un’ungherese a pranzo. Basta che lo stomaco gli regga!

Borghi gira l’Italia e ha momentaneamente piantato Roma. I coniugi Pilotti seguitano dolcemente a tubare.

E il prof di calligrafia e capo del glorioso drappello d’artiglieria che ebbi l’onore di salutare partente da Roma è stato promosso caporale? Mi pare che aveva tutti i requisiti per esercitare un comando.

Anche Vittorio ti scriverà perché ha voluto il tuo indirizzo, intanto ti mando i suoi saluti.

Tu sei dispensato dallo scrivere lettere, non però dall’inviare ogni tanto una cartolina che rassicuri i tuoi amici.

Ciao, caro Adriano, pardon Pietro, abbiti un abbraccio

dal tuo

Enrico

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