Quella sera a teatro

Mi sono sempre chiesto (beh, forse “sempre” è un’esagerazione; diciamo che me lo sono chiesto spesso) quando e come Maria e Adriano si conobbero, quando si promisero amore l’un l’altro.

Maria Loeffler, più o meno a vent'anni

Lei, milanese e cosmopolita, brillante e poliglotta (parlava correntemente quattro lingue) era figlia di stranieri e aveva parenti in mezza Europa, presso alcuni dei quali trascorse lunghi periodi, attorno ai vent’anni.

Lui, ligure di Savona, probabilmente seguì il padre nei suoi vari spostamenti per lavoro in Italia. Dai 12 ai 19 anni sicuramente era a Roma, dove conobbe Enrico di cui fu compagno di classe al ginnasio (nell’istituto Umberto I) e al liceo (al Nazareno)

Poi studiò legge, probabilmente iniziò alla Sapienza, sempre con Enrico, per poi passare a Siena, dove il padre dirigeva la filiale della Banca d’Italia. Sicuramente si laureò in giurisprudenza e poi fece l’avvocato, ma non so in quale foro esercitasse.

Difficile dire, dunque, dove si conobbero. La cosa più probabile è che si incontrassero al mare, a Spotorno o a Vado, essendo la Riviera ligure la meta preferita dei milanesi (mia nonna mi raccontava in vecchiaia che da giovane andava a vela e faceva la prodiera). Quando questo avvenne è quasi impossibile dirlo.

Ma un appunto di Maria in un piccolo quaderno nero apre uno spiraglio su un possibile dove e quando Cupido scoccò il suo dardo.

Sulla copertina del quadernetto nero ci sono alcune parole scritte in color oro: “List of plays worth seeing”.  All’interno c’è una dedica, anch’essa in inglese. “I hope you will fill this book with records of happy evenings like the beginning”. Una data: “Dec. 1911- March 1912”. E una firma: “Yours, Paul

In questo quaderno che il cugino Paul (che la ospitava) le regalò durante il suo soggiorno londinese per tenere memoria degli “spettacoli meritevoli d’esser visti”, augurandole di “riempirlo di serate felici come la prima”, c’è un “record” che forse ci parla di loro due. Così almeno mi immagino.

Ascoltiamo la giovane Loeffler. Anzi, leggiamola. Il luogo è il teatro Olimpia di Milano, la data il 24 maggio 1912 (lo stesso giorno in cui, tre anni dopo, l’Italia scenderà in guerra). Ecco cosa scrive la ventiduenne Maria: “Mi è caro ricordarmi di questa sera perché è stata una delle più felici di mia vita. Non ricordo però volentieri la commedia (era “Il giovedì delle maschere”, ndr) poiché dopo il secondo atto ce ne siamo andati. Ad ogni modo benedico il Giovedì delle Maschere e ne ho le mie buone ragioni!”.

Era Adriano Novi Lena la sua “buona ragione”? Lo avrà incontrato, forse, nel foyer durante l’intervallo? L’aveva conosciuto già, magari superficialmente, su una spiaggia ligure, ma lui quella sera la corteggiò? Tante domande e nessuna risposta certa. Perché di più, in quel libriccino, su quella sera (“Una delle più felici di mia vita”, comunque) Maria non volle scrivere.

<- Maria

Maria->

<- Adriano

Adriano->

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Una risposta a Quella sera a teatro

  1. enricogalantini ha detto:

    L’ha ribloggato su enricogalantinie ha commentato:

    Una delle più felici (sere) di mia vita. Così scriveva nonna Maria nel 1912. In questo vecchio post del blog sulla mia famiglia ho provato a immaginare il perché…

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