Il mio lungo inesplicabile silenzio

Dopo qualche passo indietro, torniamo al “cuore” del nostro racconto. La “storia” (ma che brutto questo termine moderno, neanche le virgolette ne alleggeriscono la banalità), o meglio l’amore tra Adriano e Maria.

Ho già avuto modo di fare delle ipotesi a proposito del libriccino nero di Maria, quello dove segnava gli spettacoli “meritevoli di esser visti”, e della serata del 24 maggio 1912 al teatro Olimpia di Milano, “una delle più felici di mia vita”. Ma avrà davvero incontrato (o magari rivisto) Adriano a teatro e tra i due sarà scoccata la scintilla? O è solo una mia fantasia?

Il fatto è che non ho mai chiesto a nonna Maria, in vita, del suo amore per Adriano Novi Lena. E dunque non ho mai saputo nulla direttamente da lei. Oggi, l’unica cosa che posso fare è spulciare lettere e fotografie e mettere a confronto date e luoghi cercando di trovare qualche indizio. Cominciamo.

La gita ai Gatti nell'agosto del 1913

Nonna ha lasciato varie foto di gruppi di giovani (e meno giovani) dell’epoca in occasione di gite comuni, al Calendimaggio e in estate, soprattutto a ferragosto. In una di queste, datata agosto 1913, durante una scampagnata alla Cascina dei Gatti (non so dove fosse questo posto, probabilmente nell’entroterra ligure), sono chiaramente riconoscibili sia Maria  (la quarta da destra della prima fila obliqua, con un cappello in testa e la camicia bianca) che Adriano, con l’immancabile paglietta in testa, che sbuca tra le teste di un uomo e una donna, poco sopra Maria, a sinistra. Dunque nel 1913 si conoscevano.

Vado Ligure, Piazza Cavour

Non ho trovato foto di loro due prima di questa data. Quindi non posso dire se si conoscessero già nel 1912. Ma c’è una cartolina che nonna ha conservato, che rappresenta Piazza Cavour a Vado Ligure. Una freccia tracciata con la penna biro segnala un balconcino al primo piano del palazzo di destra. Sul retro della cartolina, con la grafia tutta spostata a destra di nonna, c’è scritto: “Il terrazzino della camera da me abitata a Vado presso il farmacista Andrea Notari negli anni 1912-1913-1914!” (il punto esclamativo è suo…). Vado Ligure è in pratica alla periferia di Savona, a metà strada tra il quartiere di Zinola, dove i Novi Lena avevano una casa, e Spotorno, dove andavano al mare. Quindi nonna è stata lì a partire dall’estate 1912. Scrivo “l’estate“ perché mi risulta difficile credere che si fosse trasferita “armi e bagagli” a vivere tutto l’anno in Riviera.

La comitiva nella grotta. Il primo da sinistra, in scuro e con la paglietta, è Adriano Novi Lena

E del resto, una cartolina postale del settembre 1914, con una foto che ricorda una gita in una non meglio identificata grotta (dove si riconosce sempre Adriano, l’unico vestito di scuro e con la sempiterna paglietta), è indirizzata a Mimy Löffler, Via Settembrini 52, Milano. Dunque è assai probabile che nonna passasse in Riviera solo il periodo estivo e che sia stato lì che conobbe l’avvocato savonese.

Adriano e Maria sulle rive del lago di Nemi nel marzo del 1915

Ancora un passo avanti. Dunque i due nel 1915 erano fidanzati, come testimonia la foto fatta a marzo a Nemi, sulle rive del lago. Si conoscevano certamente dal 1913, forse anche da prima. E lei frequentava la Riviera almeno dal 1912. Ma quando scoccò il dardo Cupido? Si amarono subito, insomma, o per un po’ furono solo amici?

Qui entrano in gioco tre cartoline di Maria ad Adriano del 1914. La prima è del 1° giugno, scritta su carta intestata della ditta Alberio Ambrogio & Figli di Galliate (Novara). L’attacco è geniale: “Il mio lungo inesplicabile silenzio vi avrà assai meravigliato, ma in questi ultimi tempi il troppo lavoro e l’occupazione mi avevano talmente stremata che, tornata a casa la sera, appena a casa mi mettevo a letto”. Poi dà qualche notizia di sé (è nato il 20 maggio il primo figlio della sorella Elena, si chiama Mario ed “è un bambino bello come un piccolo amore. L’ho baciato per voi e, baciandolo, gli ho detto in bocca al lupo”. E dopo avergli detto di qualche amico comune, ecco il congedo. “Vi saluto tanto, Maria”.

Questo, il 1° giugno. Non so voi, ma a me non sembra la lettera di una persona innamorata, nonostante l’incipit faccia ben sperare. E poi c’è quel voi, che certo all’epoca usava, ma non tra due persone che stanno assieme. E anche il saluto è tiepidino assai.

Due cartoline postali, spedite in agosto in rapida successione, danno un’altra pennellata al quadro che sto cercando di dipingere. La prima è del 18 agosto 1914 e viene spedita da Pietra Ligure, un paese che si trova ancora più a ovest sulla Riviera, all’Avv. Adriano Novi Lena – Savona per Zinola. Il testo è laconico ma rivelatore: Salutissimi. (E sotto, più in piccolo) Vi penso. Maria (con un grande svolazzo sulla “a”). Ancora quel maledetto “voi”, ma l’approccio è più diretto. E il pomeriggio del giorno dopo il messaggio viene ribadito, si evita il voi ma l’emozione è più trattenuta: “Con costante pensiero. Maria” (e infatto lo svolazzo è molto più contenuto).

Insomma, Adriano ha lasciato il mare per tornare in città, magari richiamato dal lavoro, e la piccioncina milanese (nonna, perdonami la libertà poetica, non ho bevuto, sto solo cercando di immedesimarmi…) sta cuocendo a fuoco lento.

Ma allora, quella serata del 24 maggio 1912 a Milano, al teatro Olimpia?

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