E appare Ernesta

Confesso che mi sono emozionato, ieri sera, quando, provando a decifrare il libro di memorie di Vincenzo Lopez Celly, il nonno di mio nonno, giunto alla fine del racconto della sua vita è comparsa nel quaderno pergamenato un’altra grafia, anzi, altre due, ad accompagnare quella sempre più incerta del vecchio Vincenzo.

La copertina in pergamena del libro di memorie di Vincenzo Lopez Celly, romano

Una è quella di di Filippo, suo figlio, che dice come a suo padre venne dato due volte il viatico, nel 1873 e nel 1874, essendosi entrambe le volte aggravato nella malattia che portava avanti da più di vent’anni. Ma entrambe le volte si riprese e morì nel settembre dell’anno dopo.

La pagina con le tre grafie, dall'alto quella di Filippo, quella di Vincenzo, quella di Ernesta

L’altra, quella in basso – sotto l’annuncio dato da Vincenzo della nascita il 12 luglio 1875 del sesto figlio di sua figlia Ernesta (Augusto – 2° – Cesare, Marcello ed Odoardo) – è la scrittura  della stessa Ernesta che comunica la nascita di un nuovo figlio. “Il giorno 17 giugno 1877 nacque il mio settimo figlio alle 5 del mattino e venne battezzato il 21 di detto mese al mezzogiorno nella chiesa dei Santi Celso e Giuliano e vennegli imposto il nome di Ippolito Vincenzo Luigi Augusto ed Odoardo”. Dopo che fino adesso sono stati sempre gli altri a parlare di lei, questa volta è lei, con la sua bella grafia, a dare notizia di sé, seppure la notizia tradizionale della nascita di un figlio.

Qui e sotto, gli annunci delle morti di Vincenzo e di Ernesta

Quella Ernesta di cui Filippo annuncia la morte in un’altra pagina (vedi qui sopra), sotto il ricordo della morte del padre, e sotto quello della seconda moglie di suo padre. Scrive Filippo: “Il giorno 11 luglio 1888, alle ore 4,55 pom. in giorno di Mercoledì morì la mia amata unica sorella Ernesta maritata a Luigi Galantini lasciando 5 figli nella sua casa in via dei Mille n.18 p.1°, di anni 44 divisa dal marito in seguito a un cancro vaginale uretrale. Pace a lei eterno riposo”.

Il ritratto di Ernesta Lopez Celly (grazie a Maria e Dino per la foto)

Ecco un altro tassello. Che Ernesta fosse divisa dal marito, lo sapevamo. Dove abitasse, ancora no. Né che i 5 figli ancora vivi stessero con lei. La frase di Filippo Lopez, in verità, si presta a qualche ambiguità. La “sua casa” potrebbe anche essere quella di Luigi, che però fino a cinque anni prima abitava a via della Longarina con quattro figli (tutti tranne Enrico). Così come, forzando il senso, si potrebbe anche pensare che si fosse separata dal marito in seguito a un cancro…
Certo se alla sua morte i 5 figli vivevano con lei, Enrico andò a vivere con i Chierici solo dopo la morte di sua madre, cioè qualche anno dopo quello che credevamo fino adesso, ma come del resto è anche più naturale.

Mi fa un po’ impressione pensare che questa donna, morta a 44 anni dopo aver avuto 9 figli e una vita non facile, questa donna che sembra ed è così lontana nel tempo, questa donna di cui in fondo sappiamo così poco, questa donna è la mia bisnonna.

Certo, oggi è più facile di ieri conoscere i propri bisnonni: la generazione dei nostri padri si è sposata abbastanza giovane e mediamente anche la nostra.

Ernesta Lopez  Celly, la mia bisnonna, è morta 123 anni fa, 65 anni prima che io nascessi.

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