Il brevetto di Johann

L'industriale e i suoi prodotti: Johann Löffler e le sue corone di fiori

Nell’inverno del 1972 e nella primavera del 1973 ho vissuto sei mesi a Milano, facendo uno stage all’ufficio stampa della Dalmine. Tra i compiti che mi furono affidati (oltre a rimettere in ordine alfabetico le circa 10.000  schede dell’indirizzario degli abbonati alla rivista dell’azienda) ci fu quello di cercare materiale per un libro sulla Milano di fine 800 (libro che poi ovviamente non si fece).

Andando a fare ricerche alla biblioteca Ambrosiana, incappai in un tomo sull’industria a Milano a fine secolo. Fu con non poca sorpresa che trovai citata, tra le aziende più grandi della città (aveva non ricordo se 250 o 300 dipendenti), quella del mio bisnonno, Johann Löffler. Sapevo da racconti di famiglia del suo brevetto e della sua impresa – fabbricava corone di fiori in metallo e ceramica –, ma non avevo idea che si trattasse di un’azienda così consistente. Ma del resto la morte è una merce che non va mai fuori moda. Ovviamente non ho conservato i riferimenti bibliografici e, se volessi ritrovare quei dati e quel libro, dovrei fare la ricerca da capo e sperare di avere la stessa fortuna.

Qui, e a destra, due immagini di Johann Löffler in età avanzata

Il giovane praghese fuggito dal suo paese per non fare il militare aveva trovato a Milano la sua America. Almeno fino al 1915, quando, scoppiata la guerra, venne espropriato e costretto a lasciare l’Italia. Lui, che nel frattempo si era fatto un’altra famiglia a Torino con la segretaria, dalla quale aveva avuto due figli, andò a vivere a Lugano, in Svizzera. Dove era ancora vivo nel 1924, visto che di quell’anno è una lettera di nonno Enrico in cui lo avvisa che certi documenti che aveva chiesto gli sono stati mandati. Chissà se la sua seconda famiglia andò in Svizzera con lui. Magari, adesso, invece di avere lontani parenti sconosciuti a Torino, potremmo averli in Svizzera (non che cambi molto, visto che sconosciuti sono e sconosciuti resteranno, a meno che un loro discendente, mettendo su Google il nome Löffler, non incappi in questo blog…)

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