Quando si dice le coincidenze…

Sto approfittando delle vacanze per girare un po’ la Sabina in moto. Vado dove mi porta il cuore e oggi il cuore mi ha portato a Cantalupo. Sono passato tante volte sulla strada che costeggia il paese ma non c’ero mai entrato – girare in moto crea assuefazione all’andare, e allora, perché fermarsi?

Oggi invece avevo deciso di provare a vedere se (ed eventualmente quando) fosse possibile visitare il palazzo Camuccini, nel giardino del quale venne scattata una foto di nonno Enrico bambino con una famiglia di amici (Catino è lì vicino, al di là della valle).

Nel giardino di palazzo Camuccini a Cantalupo, con la famiglia Voghera e i fratelli Corrado. Enrico Galantini è, dei due bambini seduti in basso, quello a sinistra

Il Corso era chiuso da una transenna. Ho parcheggiato lì vicino lo scarabeone e sono salito verso la piazza che si intravvedeva in cima alla strada.

Arrivato in piazza l’occhio mi è caduto sulla targa di una stradina che si apre sulla destra, l’ultima traversa del Corso. Via Luigi Chierici. Un signore anziano (avrà avuto una decina d’anni più di me…) stava mettendo una zanzariera sulla porta, gli ho chiesto se sapesse chi fosse quel Luigi Chierici, per capire se si trattava davvero del Chierici di cui ho parlato qui più volte. Mi ha risposto che credeva fosse stato un patriota. Bingo!

E Chierici in effetti doveva aver passato del tempo a Cantalupo, non so se in villeggiatura o meno: mi sono ricordato di aver visto nelle mie ricerche una lettera a lui indirizzata proprio a Cantalupo. Tornato a casa ho messo le parole “Via Luigi Chierici” su google e ho cliccato “invio”. Ho guardato le prime pagine, fino a dove c’erano segnalazioni in cui si parlava proprio di una via intitolata a Luigi Chierici, e l’unica località con una via Luigi Chierici è proprio Cantalupo.E io ci sono andato a sbattere per caso. Quando si dice le coincidenze… P.S. E il palazzo Camuccini? Non è aperto al pubblico. Il signore di cui sopra mi ha suggerito di bussare alla porta del barone (me l’ha indicata) e di provare  chiedergli se fosse possibile visitarlo (“Chiedere è lecito…”, ha aggiunto con un sorriso). Ma non è roba per me: ci vorrebbe un’altra faccia…

Proverò a scrivere una lettera al barone. Chissà se funzionerà…

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Una risposta a Quando si dice le coincidenze…

  1. daniela ha detto:

    Non parlerei di coincidenze. A volte si è guidati da qualcosa di molto “sottile” che ci spinge a continuare su una strada intrapresa con piccoli o grandi fatti sorprendenti comprensibili solo per noi. E’ importante non lascerseli sfuggire. Daniela

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