Dediche e firme

Enrico Galantini, nonno Enrico, è stato un uomo buono e pio. Molto religioso. Fu educato a essere così, nel ricordo della madre morta quando lui aveva solo sette anni, dalla famiglia Chierici. Tra le carte tramandatemi da zio Adriano ci sono molti, moltissimi bigliettini a lui inviati da Luigi Chierici e da suo figlio Tito. In ogni occasione o anniversario, compleanni, onomastici, date importanti (come il 1° gennaio del 1900) il suo nonno e padre putativi gli scrivevano poche (a volte non tanto poche) righe per felicitarsi con lui e spronarlo a essere sempre migliore, sempre più il degno figlio di tanta madre.

Quella che pubblico qui sotto è la dedica di Tito Chierici a Enrico (il “suo caro Ghighetto”) nel giorno dell’Epifania del 1889 (nonno doveva ancora compiere gli otto anni ed era rimasto da pochi mesi orfano di madre) di un libro, “La storia sacra dell’Antico e Nuovo Testamento”, ad uso delle scuole secondarie e magistrali, del teologo collegiato Francesco Cavalleri, edito da Marietti nel 1862 . Un libro che, scrive Tito Cherici nella sua dedica, lui stesso “ebbe in premio nell’anno 1863” e “oggi l’offre al suo caro Ghighetto perché lo serbi (a) ricordo di lui”. Un regalo denso di significati, un regalo che oggi sembra quasi impensabile, tanto i tempi son cambiati.

Ma nello stesso libro c’è un’altra cosa che mi ha intrigato e commosso. Come tutti i bambini, come ho fatto anch’io (e credo tutti quelli che mi leggono) da piccolo, nonno appone la sua firma in alto nel frontespizio.

Una grafia abbastanza decisa per essere quella di un bambino (e se ci ripenso, una firma non così diversa da quelle che facevo anch’io, che ho avuto in sorte il suo nome), con quella sbarretta obliqua in coda, che fa pensare quasi a un “y”, e quel misterioso ghirigoro finale, quella specie di c con tre puntini, quasi un emoticon ante litteram, ma più probabilmente solo un gioco da bambino, qual era Enrico in quei giorni, a dispetto dei dolori e dell’abbandono che la vita gli aveva riservato con copiosa sollecitudine.

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Una risposta a Dediche e firme

  1. enricogalantini ha detto:

    L’ha ripubblicato su enricogalantinie ha commentato:

    Oggi sono capitato quasi per caso su questo post del blog sulla mia famiglia, in cui non scrivo più da anni, ma che sta ancora lì nell’iperspazio virtuale e ancora viene visitato ogni giorno da qualcuno. In realtà non ci sono capitato per caso ma proprio perché avevo visto che qualcuno oggi aveva aperto questo post e allora l’ho aperto anch’io, per rinfrescarmi la memoria. E una volta aperto, l’ho riletto, commuovendomi un po’ nel vedere la firma di mio nonno che non aveva ancora compiuto otto anni e, da poco orfano di madre, era andato a vivere con i Chierici perché suo padre non l’aveva voluto con sé assieme agli altri fratelli. La firma e quel piccolo ghirigoro accanto. Un piccolo mistero che me lo rende ancora più caro

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