Sangue romagnolo

Nel romanzo che non scriverò mai sulla storia di Adriano Enrico e Maria ci sarà, probabilmente, il primo incontro tra i due rami della mia famiglia. Anzi, più precisamente, tra quello che forse avrebbe potuto essere – in fondo di Adriano noi abbiamo ricevuto il cognome, non certo i geni – e invece la famiglia di mia madre.

Sì, perché se nonno Enrico evitò di fare il militare per via del fatto che era praticamente sordo, nonno Lino, il padre di mia madre, la guerra invece se la fece tutta. E da buon romagnolo tutto cuore e senza mezze misure, ricevette anche tre medaglie al valore, due di bronzo e una d’argento (se ricordo bene, quest’ultima per avere conquistato da solo un nido di mitragliatrici nemiche) e varie promozioni sul campo.

La mia idea era quella di fare incontrare Adriano e Lino (il cui vero nome era Angelo) Urbinati una sera in una osteria nelle retrovie del Carso, o magari a Mestre dove si sarebbero potuti trovare in ospedale per farsi curare qualche malanno. Farli fraternizzare, e magari ubriacarsi assieme, ricordando i propri cari a casa o qualche avvenimento dell’immediato anteguerra, qualcosa che li unisse nonostante la differenza di provenienza e quella di età (Adriano aveva, credo, dodici anni in più del mio nonno romagnolo).

Nonno che non ho mai conosciuto perché, fascista della prima ora, venne assassinato a Milano nei giorni immediatamente successivi al 25 aprile da un sedicente tribunale partigiano, insieme a un nipote ventenne con il quale era stato prelevato da casa, mentre era ancora sofferente per i postumi del difficile ritorno dalla campagna di Russia, dove era andato, ovviamente volontario, nonostante i quasi 50 anni d’età.

Nonno Lino e nonna Angela sono ritratti in questa foto dei primissimi anni 20 (se non prima) che io trovo bellissima. Sono ovviamente i due giovani a destra: nonna con il suo vestito (di cui sembra sentire frusciare la seta) e il cappellone; nonno in divisa. I due accanto a mia nonna sono i genitori di lei, Roberto ed Elisa Gulmanelli. Il signore all’estrema sinistra della foto, con il sigaro in mano, è lo zio Peppino, così mi sembra di ricordare, ma di lui non so altro, se non che, lo vedete anche voi, era molto elegante, un vero signore.

Annunci
Galleria | Questa voce è stata pubblicata in Documenti. Contrassegna il permalink.

Una risposta a Sangue romagnolo

  1. enricogalantini ha detto:

    L’ha ribloggato su enricogalantinie ha commentato:

    Questa foto mi piace veramente tanto. Per i soggetti rappresentati. Le mie radici romagnole: nonno Lino e nonna Angela (e i genitori e lo zio di lei). Per lo sfondo vagamente tropicale.E per l’eleganza dei vestiti che indossano: anche il nonno, con la sua uniforme, è un vero figurino. È buffo vedere foto dei tuoi progenitori da giovani. C’è una specie di cortocircuito temporale: quando sono nato nonna Angela aveva 55 anni ed avendone vissuti 98 me la ricordo bene, sempre più vecchia, sempre più piccola, sempre più dolce. Ma nonno non l’ho mai conosciuto. Per me è quello di questa e altre foto, soprattutto una inviata a mia madre dalla Russia nel 1943, credo, per i suoi (di nonno) 47 anni, una foto che mamma aveva sul suo comodino.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...