I due Ippoliti

Nel mio piccolo angolo delle immagini di famiglia accanto al letto c’è anche questa incisione, che ricordo quando ero piccolo nello studio di mio nonno a Via Dandolo. Si trovava all’immediata sinistra della porta, nel poco spazio che precedeva la libreria. C’era una candelina votiva spezzata attaccata al chiodo cui era appeso il quadro e quello era per nonno, e quindi per noi, il Beato Ippolito Galantini, il beato “di famiglia”.

Il quadretto poi è passato a mio padre e da lui a me. Nel frattempo, qualche anno prima era morto zio Adriano, il fratello di mio padre, che mi lasciò tutte le sue carte e foto di famiglia, quelle che aveva ereditato da nonno Enrico e nonna Maria. E quelle che riguardavano i suoi studi sui nostri antenati. Tra queste carte, c’era anche un volume del 1624, con la “Vita del Beato Servo di Dio Hippolito Galantini fiorentino, fondatore della Congregazione di S.Francesco della dottrina christiana in Fiorenza” scritto da Dionisio Baldocci Nigetti, membro della stessa congregazione.

All’interno della biografia del Nigetti, c’è un’immagine del Beato. Ed è quella qui sotto

Come si vede, tutt’altra persona. E del resto il Beato Ippolito Galantini non fu mai consacrato sacerdote. Chi era allora il frate ritratto nell’incisione che da nonno è arrivata fino a me?

Un primo indizio è contenuto nel quadretto stesso, dove c’è scritto: Ipolito Galantini, Cappuccino Miniatore. E se si cerca su google quello che si trova è questo:

Ippolito Galantini (1627–1706) was an italian painter of the Baroque period. Born in Genoa and also known as il Cappucino and il prete Genovese. He became a Capuchin monk. He was a pupil of the painter Giovanni Battista Stefaneschi. Among his pupils were Giovanna Fratellini and Bernardo Strozzi.

Traducendo le tre righe di Wikipedia, I.G. era un pittore barocco, nato nel 1627 e morto nel 1706, allievo di G.B. Stefaneschi e maestro di G.Fratellini e B. Strozzi, nato a Genova e divenuto frate cappuccino,  veniva chiamato il “Cappuccino” e anche  il “Prete genovese”.

Ma se i riferimenti a Stefaneschi e a Fratellini sono coerenti con le date, quello a Strozzi lo è decisamente meno, visto che il grande pittore genovese era nato nel 1581 e morto nel 1644. E un altro colpo alla credibilità della definizione internettiana viene dal fatto che secondo la stessa Wikipedia era Bernardo Strozzi a essere chiamato il Cappuccino e il Prete genovese. E vabbè…

Sempre girando su google, comunque, ho visto che l’originale dell’autoritratto si trova nel Corridoio del Vasari agli Uffizi. Prima o poi andrò a controllare di persona.

Concludendo, per qualche decina d’anni, l’altro Ippolito è stato ritenuto, da un piccolo ramo di discendenti (o comunque di omonimi), un beato. È ora che riprenda il suo posto.


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2 risposte a I due Ippoliti

  1. Maria ha detto:

    Questo sì che è uno scoop!!! Inutile dire che anch’io ricordo bene l’immagine del “beato di famiglia”, del quale porto anche il nome (fortunatamente solo al quarto posto)… e ora scopro (anzi, l’hai scoperto tu!) che l’Ippolito dell’immagine non è beato, e che il beato Ippolito era un altro. Se nonno Enrico, così attento alla storia della famiglia, avesse avuto Google non sarebbe successo!
    A questo punto mi viene spontaneo chiedermi: il nostro antenato sarà il beato, oppure il frate dell’immagine? o nessuno dei due? oppure tutti e due, perchè il frate, nato una ventina d’anni dopo la morte del beato (che ancora beato non era, ma magari già in odore di santità), è stato chiamato Ippolito in onore del parente futuro beato? Non lo sapremo mai, ma è bello cercare di saperne di più… grazie, Enrico!

  2. enricogalantini ha detto:

    L’ha ribloggato su enricogalantinie ha commentato:

    Un mistero di famiglia risolto dall’intuito investigativo di Galantini Holmes, il cugino intelligente di Galantini Jones, a sua volta il cugino intraprendente del predetto Galantini Holmes

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