Maestà, rispose, sono vecchio

Ho ricevuto ieri da Andrea S. la prima pagina digitalizzata della Gazzetta Piemontese (che poi diventerà La Stampa) di mercoledì 23 luglio 1884 (vedi Gazzetta). Tra le notizie, la morte del generale Tito Lopez (di cui ho già parlato su questo blog). Queste le parole dell’articolo in memoria, in basso a destra, intitolato semplicemente “Tito Lopez”.

Il generale Tito Lopez

“È morto a Roma il generale Tito Lopez. Era un soldato de l’antica tempra. Fornito di vasta cultura militare, si ritrasse a vita privata, confortando con gli studi prediletti gli ultimi anni della sua esistenza. Nel 1848-1849 combattè per l’Italia, riportando una mortale ferita nella battaglia di Velletri. Restaurato il governo pontificio, appartenne al primo Comitato nazionale romano, di cui andò come rappresentante a Torino innanzi allo scoppiare della guerra nel 1859, coll’incarico di prendere accordi con il conte di Cavour intorno alla condotta che avrebbe dovuto seguire in quella contingenza il partito liberale in Roma. In quello stesso anno riprese servizio nell’esercito dell’Emilia, combattendo ancora per l’unità nazionale.

“Non ambì onori, anzi, li schivò sempre. Un giorno il Re, incontratolo al Pincio, si lagnò perché non andava più a vederlo. “Maestà, rispose, sono vecchio”. E così rispondeva sempre a quanti lo avrebbero voluto a capo di patriottiche associazioni. Fu uno di quegli uomini che seppero ritrarsi a tempo – virtù non piccola a’ giorni che corrono. Lascia molte importanti memorie militari e molti preziosi documenti”.

Ho messo stamattina le parole “Tito” e “Lopez” nel motore di ricerca di Google. Mal me ne incolse perché così si chiama un rapper statunitense e dunque tutte le prime pagine sono tutte con notizie su di lui. Ho aggiunto i termini “generale” e “Roma” e il panorama è cambiato. Dopo i link ai post di questo blog che parlavano di lui, ci sono tre riferimenti interessanti .

Il primo è a una lettera manoscritta conservata nel Museo di Torino (vedi lettera)  nella quale il generale scrive a un non meglio precisato amico “per annunziargli trovarsi in Torino la celebre spia pontificia Bertola; e per eccitarlo di scrivere un articolo di rimprovero al Piemonte che lascia passeggiare impunemente le spie”.

Il secondo racconta del viaggio a Torino (vedi osservatore) e delle reazioni a Roma alla richiesta di prudenza di Cavour.

Il terzo è il link a un libro (parzialmente digitalizzato da Google) di Stefano Tomassini  (“Roma, il papa, il re: l’unità d’Italia e crollo dello Stato pontificio”, edito da Il Saggiatore nel 2011) nel quale si parla espressamente di Tito Lopez come di uno dei capi liberali di Roma, al quale Cavour avrebbe detto: “A cinquanta miglia da Roma fate quel che vi pare. Ma in Roma e dintorni non vi movete, perché ci compromettereste con la Francia”.

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Una risposta a Maestà, rispose, sono vecchio

  1. enricogalantini ha detto:

    L’ha ribloggato su enricogalantinie ha commentato:

    Restiamo in famiglia. E parliamo ancora di Tito Lopez (uno dei due generali del post precedente). In questo approfondimento, scritto anch’esso per il blog che racconta la storia dei miei nonni, si racconta della morte del prozio di nonno Enrico, di quanto fosse schivo di onori e prebende, e, cercando sulla rete, di suoi viaggi a Torino prima del 1870 nei quali Cavour invitava i patrioti romani alla calma, perché, diceva, «ci compromettereste con la Francia»

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